Come mi parlo

Pubblicato il 22 aprile 2026 alle ore 13:57

Da quando siamo bambini impariamo a descrivere il mondo che ci circonda attraverso le parole. Con il tempo, il nostro linguaggio si arricchisce, diventa più personale e unico, fino a plasmare il modo in cui viviamo le nostre esperienze. Ogni giorno ci raccontiamo storie su ciò che accade nella nostra vita, e non è tanto il contenuto di queste storie a fare la differenza, quanto le parole che scegliamo per raccontarle.

Se ci fermiamo a riflettere sul linguaggio che utilizziamo, possiamo renderci conto di come percepiamo la realtà. Ad esempio, descrivendo spesso me stesso in termini negativi, finirò per influenzare l'immagine che io ho di me. Se mi definisco "incapace" o "inadatto" sul lavoro, confrontandomi con i colleghi, queste parole rafforzano una percezione di fragilità che influisce sul mio modo di percepirmi e sul mio stesso comportamento.

Scenario:

Luca è una giovane professionista che ha iniziato da poco un nuovo lavoro. Quando si confronta con i colleghi più esperti, si sente inadeguato e pensa:

❌ "Sono incapace, non sarò mai bravo come loro."

Questa convinzione innesca un meccanismo interno:

🔹 Emozione: Luca si sente insicuro e frustrato.
🔹 Comportamento: Evita di fare domande per paura di sembrare incompetente, non prende iniziativa e delega troppo.
🔹 Risultato: Poiché non si espone e non prova a migliorare, le sue competenze crescono lentamente, rafforzando l'idea iniziale di essere "incapace".

Più descriviamo la realtà entro certi termini, più finiamo per adattarci a quei termini.

È come se ci mettessimo un'etichetta addosso, una sorta di categoria dentro cui ci incaselliamo.

Ed è qui che risiede il nostro grande potere: una volta che diventiamo consapevoli di questo meccanismo, possiamo scegliere come descrivere la nostra realtà. Possiamo imparare ad usare la riformulazione positiva, che aiuta a osservare la realtà in modo più accogliente e neutro, senza giudizio. Accettando la situazione e vivendola senza i vincoli che ci autoimponiamo (essere sempre all’altezza, essere pronti, essere bravi al primo colpo ecc.).

Scenario:

❌ "Sono incapace, non sarò mai bravo come loro."

Riformulazione positiva:

✅ "Sto ancora imparando e ogni esperienza mi aiuta a migliorare."

Con questa prospettiva:

🔹 Emozione: Luca accetta di essere all’inizio del percorso senza giudicarsi.
🔹 Comportamento: Si sente più libero di fare domande, accetta feedback senza paura e prova nuove sfide.
🔹 Risultato: Migliora progressivamente, guadagnando sicurezza e smentendo la sua vecchia convinzione.

Ed è così che il modo in cui ci parliamo determina il modo in cui ci muoviamo nel mondo. Se ci diamo etichette limitanti, finiamo per comportarci in modo coerente con esse. Ma se accogliamo la nostra crescita, creiamo le condizioni per migliorarci.